Il Tempo Di Dire No

Complemënt
foto appartenente al rispettivo autore (Guillermo Salinas, su Flickr)

In passato avrai avuto il tempo di dire di no.
Di conservare il respiro per qualcosa di migliore, come una speranza.
Una luce in fondo al tunnel da guardare mentre tutto il mondo intorno crolla, mentre lo spazio si annulla e l’aria si rarefà.

Mentre le mani si attaccano al collo per farlo smettere di urlare e tutto, la casa, la macchina, il rumore della città, piano piano diventa sfuocato, lontano.
Un ricordo, un pensiero, una memoria distante.
Gli occhi non vedono più, sfumano la realtà con un pennello bagnato sopra l’acquerello dei tuoi nervi. Continua a leggere ->

Quanto Stai Pagando La Tua Distrazione?

Day 47: Light Paintingimmagine appartenente al rispettivo autore (-Snugg-, su Flickr)

Quanto vale il tuo tempo?
Quello con cui cucini, con cui prepari la colazione per andare al lavoro, quello con cui non ascolti, rispondi meccanicamente, lasci passare, ignori, perdi occasioni.

Pensi che valga poco?
Che sia tempo perso?
La verità è che adesso paghi un prezzo enorme e non lo sai.

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Sii Migliore di Te Stesso: Come Non Temere Le Scelte (e Le Loro Conseguenze)

Be Awesome, Be Happy

“Quando ti trovi di fronte ad una scelta difficile domandati:
Cosa farebbe la parte migliore di me?”

In questo articolo voglio parlare di come si possa essere migliori di se stessi e di come bastino pochi accorgimenti per esserlo davvero.

Ti è mai capitato di pensarci? Rifletti sul tuo passato e ad un certo punto ti rendi conto di come molte scelte potevano essere migliori.

Ti è mancata la forza, la determinazione.
Non hai avuto abbastanza coraggio, c’era troppa paura che ti bloccava.
Dentro di te non volevi davvero cambiare.

E sai una cosa? Continua a leggere ->

43 Insegnamenti Del MIT (Massachusetts Institute of Technology)

MIT+150: FAST (Festival of Art + Science + Technology): FAST LIGHT — Liquid Archive, with Light Bridge and John Hancock Building in background
immagine appartenente al rispettivo autore (Chris Devers, su Flickr)

Recentemente sono incappato in un articolo di Ben Jones (un professore del MIT).
Il post era dedicato alla sua classe del 2010 ed è una lista meravigliosa di buoni consigli.

50 Consigli per prepararli agli anni che avrebbero dovuto affrontare.
Molti di questi consigli valgono per chiunque e sono talmente belli e profondi che ho pensato di tradurre quelli che per me avevano maggior significato.

Spargete questo verbo:

  1. Durante i prossimi anni i tuoi amici cambieranno molto. Non cercare di fermarli.
  2. Chiama qualcuno a cui vuoi bene un paio di volte alla settimana, anche solo per pochi minuti.
  3. Nel college più che mai le canzoni si legheranno ai tuoi ricordi. Ogni mese o due farai un cd, un mp3, etc – assicurati di tenerne una copia.
    Tra dieci anni saranno meglio di un diario nel farti ricordare i momenti migliori.
  4. Fatti un pisolino nel bel mezzo del pomeriggio senza preoccuparti delle conseguenze.
  5. Organizza la tua giornata in base a quando tu sei più produttivo o creativo. Se sei un tipo notturno e dai il meglio di notte, accettalo. Potrebbe essere l’unico momento della tua vita dove potrai farlo. Continua a leggere ->

Il Sogno Più Profondo – Racconto 14 – Indizi

Perfection
immagine appartenente al rispettivo autore (~jjjohn~, su Flickr)

Questo racconto fa parte di una serie di racconti creati da “indizi” dei commentatori del blog. (vuoi saperne di più?)
L’indizio è di Michele con le parole: “Sono solo tre parole”

In fondo spiego come è nato il racconto e di come l’ho creato partendo dal ‘dividere’ la frase.
Leggi fino alla fine per leggerlo.

Il Sogno Più Profondo

— 1 —

Sono le cinque del pomeriggio di un fottuto natale mentre due persone si muovono nei dintorni di una porta d’ingresso in legno laccato.
Le spalle basse e le orecchie sintonizzate su ogni possibile rumore emerga dalle vicinanze.
Se qualcuno potesse vederli in quel momento noterebbe le seguenti cose:

  1. Entrambi indossano vestiti neri piuttosto aderenti
  2. Hanno freddo, ma il motivo per cui tremano è ben diverso (beh, forse questo non lo noterebbero)
  3. Stanno facendo qualcosa di losco

E’ soprattutto la terza opzione che salterebbe immediatamente all’occhio di un passante, le altre due invece sarebbero una naturale conseguenza.
Sono buffamente loschi, si potrebbe dire. Continua a leggere ->

Nessuna Zona D’Ombra – Racconto 13 – Indizi

in a minority of one [Explore]
immagine appartenente al rispettivo autore (aluedt, su Flickr)

Questo racconto fa parte di una serie di racconti creati da “indizi” dei commentatori del blog. (vuoi saperne di più?)
L’indizio è di Feny con le parole: “Inizio, Nuovo, Quasi”

In fondo spiego come è nato il racconto, anche se questa volta era davvero dura.
Leggi fino alla fine per scoprirlo.

Nessuna zona d’ombra

Sapeva che tutto sarebbe finito in pochi millesimi di secondo.
E’ quello il tempo necessario a terminare ogni cosa, riazzerarla, annullare il pregresso e finalmente ricominciare.

Sandro lo sapeva benissimo.
Era tutta una questione di nervi saldi e concentrazione. Non c’entrava nulla la paura, non c’entrava l’adrenalina.
Quelle erano le tecniche che usavano i bambini e gli adolescenti per passare gli esami.
La paura che avevi prima dell’esame ti teneva sveglio, ma è solo quando riuscivi ad essere freddo e vigile che le cose cambiavano davvero. Continua a leggere ->

Perché Dire Addio E’ Così Difficile

Turning Tables
immagine appartenente al rispettivo autore (white ribbons, su Flickr)

Quanto sarebbe più semplice se non ci fossero gli addii.

Potremmo semplicemente continuare a vivere i nostri giorni senza problemi, senza quell’ansia e quel dispiacere che fa capo dallo stomaco ogni volta che realizzi che “devi lasciar andare”.

Perchè non raccontiamoci le balle: un conto sono gli addii che sai prevedere ed un conto quelli che realizzi in ritardo.

A volte mi sento davvero stupido in questo, perchè mi rendo conto sempre troppo tardi quando qualcosa è andato alla deriva.
I rapporti sono come fiori, vanno coltivati.
Protetti nelle stagioni fredde, e riparati dalle stagioni calde.

Ma, a volte, giungono ad una fine. Continua a leggere ->

Contro La Solitudine Dell’Era Digitale

Joshua Tree, Sunset.  Southern California.
immagine appartenente al rispettivo autore (Randy Weiner Photography, su Flickr)

Ci sono vuoti che non siamo capaci di colmare.
Iridescenze nella notte che non siamo capaci di nascondere.
Le chiamiamo paure quando non sappiamo dare loro altro nome, ma la verità è che avremmo preferito fare diversamente, scegliere una via migliore.
Con tutti i buoni propositi di una vita ci guardiamo e ci chiediamo: Potevamo fare meglio?
Si, decisamente.
E allora salgono tutti i dubbi legittimati dalla domanda.Cosa ho sbagliato, perché.
Ci ripromettiamo di essere padri migliori, figli migliori. Facciamo fioretti per un anno migliore ed alla fine dell’anno contiamo come siamo stati incapaci, e allora abbassiamo il tiro, o lo alziamo.
In entrambi i casi alla fine d’anno successiva saremo ancora tutti qui, a dirci che avremmo potuto fare meglio.
Che nel mondo non dobbiamo arrenderci, che dobbiamo renderlo più bello, più accogliente. Ma poi alla resa dei conti, nel rush finale, ci accorgiamo di esser senza fiato. Inutili, abbandonati.” Continua a leggere ->

Indizi – Racconto 12 – L’ultima luce prima del tramonto

Family twilight dusk sunset
immagine appartenente al rispettivo autore (B℮n, su Flickr)

Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog. (maggiori info)
Il commentatore che ha ispirato il racconto è Silvia con le parole: “specchio, ombra, spirito”

Vuoi sapere come è nato il racconto? Leggi fino alla fine …

L’ultima luce prima del tramonto

“Purificami, con il tuo sangue, con il tuo corpo.
Bagnami del tempo che è scorso, dell’odio delle battaglie che l’uomo ha combattuto.
Illuminami nella notte, perchè mai più sia buia, e sii la mia luce eterna.
Per sempre.”
“Per sempre”
Akila si sentiva sempre intimorita nel recitare quelle frasi.
La chiesa sulla scogliera poi non era mai stata così tenebrosa come quella sera. Mancavano pochi minuti prima del buio completo e già in tutta la chiesa la luce faticava a filtrare.
Le prime file in legno erano già divenute un’ombra nella punta della cattedrale.
Il rumore del mare era quasi impercettibile. Continua a leggere ->

Lo sai che nessuno piange la clorofilla?

Skittles - Birilli
immagine appartenente al rispettivo autore (Robyn Hooz, su Flickr)

Domandati chi sei.
La prima cosa che dovrai fare al mattino. Domandarti chi sei, da dove vieni, dove vuoi arrivare.
Qual’è il tuo problema? Riflettici. Sei di fronte ad uno specchio, la tua barba è incolta, i tuoi capelli spettinati. E’ mattina ma le occhiaie della notte non se ne sono andate via.

Dove sei stato? Te lo ricordi a malapena, c’era rumore, luci rosse verdi viola.
Fumo alla vaniglia, la disco che balla e tunza tunza tunza ritmicamente tunza ripete tunza ripete con noia mortale ripete e poi basta. Sei caduto, scivolato, qualcuno dalla pelle morbida ti ha visto, e ti ha ripreso, portato su. Rimesso in piedi. Continua a leggere ->