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Sei Tu a Decidere o è la Paura a Fare le Scelte?

La paura nasce probabilmente come istinto di sopravvivenza.
Un animale ti vuole mangiare, e tu hai paura.
Semplice no?

Oggi, per chi ha l’immensa fortuna di vivere nei paesi benestanti (e checchè se ne dica l’italia non è il terzo mondo) ha di sicuro meno paura di venire mangiato vivo da un leone.
Magari avremo paura di fare un’incidente, ma le paure che viviamo quotidianamente per la maggior parte non riguardano la sfera vita/morte, ma le scelte di ogni giorno.

Ti sei mai domandato quanto la paura condiziona le tue scelte?
Io si, spesso.
Mi sono reso conto che ogni decisione guidata dalla paura spesso ci fa seguire una strada facile, semplice.
Qualcosa che ci nasconda e rimuova il dolore in fretta, che ci tolga dall’impiccio velocemente. Continua a leggere ->

Il Tempo Di Dire No

Complemënt
foto appartenente al rispettivo autore (Guillermo Salinas, su Flickr)

In passato avrai avuto il tempo di dire di no.
Di conservare il respiro per qualcosa di migliore, come una speranza.
Una luce in fondo al tunnel da guardare mentre tutto il mondo intorno crolla, mentre lo spazio si annulla e l’aria si rarefà.

Mentre le mani si attaccano al collo per farlo smettere di urlare e tutto, la casa, la macchina, il rumore della città, piano piano diventa sfuocato, lontano.
Un ricordo, un pensiero, una memoria distante.
Gli occhi non vedono più, sfumano la realtà con un pennello bagnato sopra l’acquerello dei tuoi nervi. Continua a leggere ->

Il coraggio è più forte di ogni arma

Foc de Sant Joan
immagine appartenente al rispettivo autore (SantiMB ., su Flickr)

osa. perdi l’equilibrio. affanna. sogna. disegna. istiga. scatenati. lasciati coinvolgere. stravolgi. immagina. pensa che sia possibile. immagina l’impossibile. illumina. crea. annulla per costruire. istruisci.

spera. spera più forte. spera finchè non senti il rumore. costruisci. non accontentarti di ciò che è comodo. non accontentarti proprio. lascia ciò che non ti appartiene. conquista. osanna. anela. desidera. abbi passione. sii di passione.
stupisciti. sorridi. sorridi ancora. sorridi sempre.

coinvolgi. lascia che la gente creda in te. abbraccia. sveglia. traspari. credi. non stancarti. esponiti. lasciati guardare. osserva il mondo. conquista la bellezza. non aver paura. abbi coraggio. dillo. dichiarati. sii te stesso. trasforma ciò che pensi. altera. libera. mostra. eccitati. emozionati.

corri. corri fino a perdere il fiato. raggiungi. tocca. sfiora. oltrepassa. immagina qualcosa di nuovo. ricrea. combatti. annuncia. pretendi. guida. conduci. astrai. scompiglia. attraversa. concludi. illustra. ama. amati. amali. amale. credici. crediti.

spera. spera di nuovo.

ed infine: abbi fede.

Andrea (sdl)

Non aver paura di saltare

Aster d'automne...!!!
immagine appartenente al rispettivo autore (Denis Collette…!!!, su Flickr)

Dedicato agli innamorati, a chi si guarda negli occhi e vede un futuro.
Ai tramonti, quelli visti dalla punta di una collina col sole che scivola dietro, quasi in una picchiata involontaria.
Dedicato a chi sogna, a chi ride, a chi scherza. A chi guardando gli altri trova quello sguardo chiaro, inequivocabile, di gioia.
A chi vede il futuro con occhi diversi.
A chi sa che il mondo non è fatto solo di bianchi e neri.
Dedicato a loro che hanno ancora un punto dove arrivare, o che ancora non lo conoscono. A quelli che non l’hanno mai avuto, a quelli che l’hanno perduto.
Dedicato a quelli che il punto non se lo sono proprio posti come problema.
Dedicato a chi sa stringersi la mano, con calore, con affetto, con sincerità.
Dedicato agli abbracci, ai calici di vino, ai sorrisi mai scordati, alle notti insonni, alle parole messe bianco su nero, alle spiagge, ai fulmini d’estate con le coperte, al respiro caldo, al dormire senza pensare ad altro.
Dedicato ai piumini delle notti d’inverno, a chi vuole abbracciarsi non per il freddo, alle candele accese al buio per illuminare quanto basta i corpi.
Dedicato a chi ha il coraggio di saltare dalla scogliera, per finire nell’acqua più blu di tutte, a chi non ha paura di questa vita e non si preoccupa di viverla, a chi pensa a riempirsi il cuore di quanto trova e la pancia di quanto c’è.
Dedicato a chi il salto l’ha fatto.
Nell’acqua, nel buio, ovunque.
Perché il punto del salto non è quanto in alto o quanto in lungo lo farai, ma dove potrai atterrare.

Andrea (sdl)

Questa è l’ultima volta, lo giuro!

Bali Kuta Beach : May their JOY Embrace U!
immagine appartenente al rispettivo autore (zoompict, su Flickr)

Noi, che questa è l’ultima volta che lo facciamo. E lo giuriamo su quanto abbiamo di più caro.
Perché siamo cambiati. Non potete negarlo.
Noi che un’altra volta ci siamo sbagliati, ma stavolta è quella giusta. E gli occhi ce lo dicono. La serenità ce lo conferma.
Noi che ci dimentichiamo delle volte, dei numeri, dei pensieri. Di tutto il tempo passato a rincorrere sogni ed aquiloni, a sperare di poter distillare il tempo in elisir di lunga vita.
Noi a girare per i letti e non dormire mai, con lo sguardo sempre basso ed il cuore sempre sordo.
E sempre noi, che ci cadiamo ancora. Ma vi giuriamo, questa sarà l’ultima. Non lo faremo più.
Perché abbiamo imparato, perché non c’è storia, perché non si può andare avanti così, che il mondo non è fatto mica solo di questo.
Perché c’è altro e non possiamo perdercelo.
Noi che gli impegni a lungo termine sono decisioni a breve termine, noi che poi li disattendiamo, ma la prossima volta ci veniamo di sicuro, lo giuriamo.
Noi che ancora una volta, e un’altra ancora. Noi che sembriamo nastri inceppati a ripetere con costanza una preghiera, noi che nel silenzio della notte rincorriamo di nuovo i fantasmi. Noi che baciamo le mani.
Come per benedirle.
Noi che ci siamo persi, ma stavolta è sicuro che quando ne usciamo, saremo diversi.
E poi noi diversi, che siamo sempre cambiati ma continuiamo a credere di essere lì, immobili, sulla solita spiaggia bianca, col mare in tempesta ed il tramonto nascosto dalle nuvole.
Noi che sogniamo di giorno per dormire la notte, e poi invece rimaniamo così, con la faccia imbambolata.
Noi che abbandoniamo tutto per poco, perché quel poco era tutto per noi.
E poi ve lo giuriamo, sarà l’ultima volta.
L’ultima volta dell’ultimo rimando. L’ultima volta che ricadiamo nei soliti errori. L’ultima volta che saremo noi stessi, o quel tipo di noi stessi. L’ultima volta che ancora un’altra sarebbe troppa, che saremmo idioti.
L’ultima volta che è quella giusta, mica come quella prima. L’ultima volta che non hai idea quanto è stata dura ma non c’era davvero modo.
E poi un’altra, ed un’altra ancora.
Noi che c’abbiamo sempre creduto.
Che forse l’unico vero peccato era quello. Desiderare.
Perché il desiderio acceca, nasconde, distorce.
Ma a volte illumina, colora, mostra.
Noi che non facevamo che vivere di contrasti, di bianchi e neri. Di cose palesi e di cose invisibili.
Noi che un giorno siamo cambiati, e quella è stata davvero l’ultima volta.
E non ci siamo più guardati indietro.

Andrea (sdl)

Essere se stessi

Another love story
immagine appartenente al rispettivo autore (dhammza / off, su Flickr)

E qual’è il valore dell’amore?
Qual’è la strada da seguire? Com’è che alcuni sprigionano quell’aura di calore che non sappiamo spiegarci?
Cos’hanno visto? Cos’hanno vissuto?
Qual’è l’incrocio dei binari dove hanno scelto qualcosa di diverso da noi?

Qual’è il punto dove potevamo scegliere l’altra direzione?

Non c’è. Ecco la verità.
La verità è che chi sprigiona calore non si è mai domandato quale fosse la direzione, la retta via da seguire. L’ha solo seguita, perché dentro di se sentiva, e non per rabbia o isteria o impulso, che era giusta.
Nel più semplice dei modi.
Ecco la vera differenza, il cambio drastico.
Non importa lo scopo, l’obiettivo. Non importa neanche qual’è il punto dove vogliamo arrivare.
A volte è semplicemente seguire se stessi, non gli impulsi, non i bisogni crudi.
No, seguire la parte più intima e solitaria di noi, quella con la voce soffusa come la luce del sole al crepuscolo. Quella a cui non importa del nostro colore, dei nostri traguardi. Quella per cui noi siamo semplicemente noi e non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno.

Perché è seguendo quella parte, così nascosta ed invisibile, che si crea tutto questo. Il calore, la luce, noi.

 

Andrea (sdl)

Non possiamo permetterci tutto

Running & Swinging with Fire
immagine appartenente al rispettivo autore (alexkess su flickr)

Soundtrack: #Scala and Kolacny Brothers – With or without you#

E siamo anime senza strada, che la retta via l’avevamo smarrita troppo tempo fa per ricordare dove fosse.
Ed il mare era fatto solo di onde, e noi le tagliavamo come coltelli affilati tagliano la carne. Ci abbandonavamo solo per sapere che eravamo capaci di sapere dove eravamo, quale era il nostro punto nel mondo.
E guardavamo fuori dai finestrini il mondo scorrere velocemente, per raccontare il nostro viaggio.
Guardavamo dentro le case, non per spiare, ma per vedere com’era la vita degli altri, cosa c’era dietro le luci della sera, dietro le ombre sulle tende.
Dietro il silenzio del vicinato.

Eravamo solo alcuni tra i tanti, sopra navi, carri, auto.
Non avevamo strada, non avevamo una casa.
Abitavamo però, e camminavamo.
A volte percorrevamo strade così lunghe da dimenticare il luogo da cui eravamo partiti. Altre invece cercavamo di star fermi, per non sentire il dolore, o il rumore del mare.
Stavamo fermi perché credevamo che con quell’immobilità si potesse fuggire a qualcosa.
Le fughe silenziose ci hanno sempre affascinato, come quelle dai carceri dove a volte siamo finiti, e le sbarre erano fatte di qualcosa di invisibile ed indistruttibile.
E per uscire non sapevamo come fare.

Abbiamo provato ad essere diversi per poi capire che il punto non è cosa vuoi essere ma cosa sarai.
E mentre da un lato puoi provare con tutta la tua forza a modellarti, dall’altro dovrai solo imparare a capire cosa sei, che nella vita lo capisci poche volte, ed in quelle volte, in genere, ti vien da piangere.

E siamo ancora qui, con la penna in mano e la voglia di dire qualcosa ed il cuore che ci batte forte.
E non sappiamo come dirla. E ci perdiamo tra le indicazioni per andare da qualche parte. Dove? Non si sa.
Neanche noi lo sappiamo. Un giorno apriremo nuovamente gli occhi e ci diremo: Bella questa città.
E saremo tutti bellissimi, ritrovatì lì, destino o fortuna, caso o scelta, saremo bellissimi intorno a quel mondo che ci ha ospitati fino ad allora.
E le nostre prime parole ci sembreranno uniche, anche se le avremo già dette centinaia di volte.
Ed i nostri sogni ci sembreranno veri.
Come sempre, perché abbiamo quest’abitudine a sognare ad occhi aperti che non vuole andarsene via. Alle volte qualcuno ci apostrofa come pazzi ma nel nostro cuore sappiamo che la realtà ci potrà ancora sorprendere, e chi lo nega è solo uno che spera in una strada diritta, con una destinazione prestabilita, una casa preparata da altri, un camino bello caldo, e tutte le cose in ordine.
Ma noi siamo quelli disordinati che se ci chiedi di rimettere a posto lo facciamo, ma viviamo nel nostro costante disordine.
Perché sono gli oggetti che non vedi che non sappiamo rimettere a posto.

Ed abbiamo voci.
Voci sussurrate che facciamo sentire solo ad alcuni. Abbiamo segreti inconfessabili che quando li confessi ti sembrano comunque meno tabù di quanto credevi.
Siamo sempre noi, ed abbiamo ancora voglia di andare avanti, nonostante non ci sia la strada e la nostra retta via, forse, è andata smarrita.

Andrea (sdl)