Neon Genesis Evangelion : Storia di un’adolescenza


Gracchiano le cicale. Il loro suono così inconfondibilmente estivo risuona a volte anche in questa casa. Pochi giorni fa mentre preparavo l’ultimo esame della sessione estiva fuori c’erano loro. Le cicale. A gracchiare senza pietà.

Quel suono iterativo, cieco. Senza un punto di arrivo è il loro suono.
Ma quel suono porta alla memoria pezzi di adolescenza legati un pò a tutto quello che è passato sotto i ponti da me.
Primo fra tutti : Evangelion.
Evangelion, per chi non lo conoscesse, è un Anime. Per i più incolti si chiamano anche Cartoni Animati. Anche se esiste un grosso divario tra un cartone animato come lo intendiamo noi ed un Anime di buona fattura. Spesso l’equazione funziona. Altre volte no.
E’ un pò come i film. Esistono film buoni e film cattivi. O libri buoni e libri cattivi. Gli Anime non fanno eccezione. E mentre nella grande distribuzione tv italiana arriva solo lo scarto per bambini, oltre questo muro c’è molto di più da vedere.
Evangelion è un anime degli anni 90. Un anime che segnò un pò tutti gli altri. Appartiene alla categoria Ama o Odia. Nessuna via intermedia. Evangelion non potrà mai essere un prodotto intermedio.

Tanto per chiarirne maggiormente le forme Evangelion è un anime con i robottoni. Si, quelli di Mazinga e Goldrake. Ma diversi. Esso introdusse concetti psicologici ed umani all’interno della storia che usava gli Eva (i robottoni) come mezzo di combattimento per qualche ragazzetto sfigato.
Evangelion fu davvero un cambiamento in quel periodo. Abituati ai robot invincibili con piloti invincibili era difficile quasi concepire uno sfigato ipercomplessato alla guida di un robot che aveva quasi tratti umanoidi.
In aggiunta Evangelion, come ogni lavoro prodotto da Hideaki Anno (vedesi Nadia e il mistero della pietra azzura), attingeva sapere dai generi più disparati, bibbia, cabala, matematica. Il tutto però intervallato (nelle parti iniziali) con elementi ironici e divertenti che ne smorzavano l’eccessiva pesantezza psicologica.
Evangelion divenne così un fenomeno. Con quel mondo disastrato dal famigerato First Impact durante il quale l’umanità fu messa a dura prova. Con quegli Eva, dalla natura così dubbia, per certi versi umana per certi versi aliena. Con gli Angeli, rappresentazione paradossale del volere distruttivo divino impersonata da mostri adattivi che piano piano imparavano da noi e ne scoprivano le somiglianze.

Con quei tre protagonisti. Shinji Ikari, lo sfigato psicolabile affetto da complessi d’inferiorità, Asuka Soryu Langley, la sfigata psicolabile affetta da complessi di superiorità, e Rei Ayanami, l’amorfa. Raccontati così sono personaggi che fanno sorridere, ma visti allora nel mio passato, non erano certo così. E tuttora dentro di me convive ancora il forte ricordo che ho di loro e del passaggio della mia vita a cui quell’anime finì per l’essere associato.
Un anime che almeno una volta andrebbe visto. Reso disponibile non so quanto tempo fa su MTV ed ora caduto in disuso, evangelion rappresenta spesso il metro di confronto per complessità e buona produzione.

Infine c’era quell’evangelion dal mondo sempre estivo. Un cambiamento climatico imposto appunto dallo sconvolgente First Impact, che impose al mondo la mancanza eterna dell’inverno e l’arrivo cocente delle estati per ogni giorno dell’anno.
Ecco perchè adesso mi nasce un pò di meritata nostalgia quando, ascoltando le cicale, viene revocata in me quell’estate passata, con amici e sentimenti, a guardare evangelion e a memorizzarsi senza volerlo la sigla iniziale in giapponese, che ancora non dimentico (Zankoku na tenshi no…)

Con quelle cicale che erano la vera colonna sonora dell’anime. Onnipresente ovunque, il rumore costante delle cicale era il tremendo silenzio che veniva contrapposto alla strage sociale, ai dolori psicologici, a tutto quello che c’era e non si poteva dire a parole.
Ora torna qui, con prorompenza a ricordarmi che noi non abbiamo estati eterne, e neanche la vita.

Buon estate a tutti (no, ancora non parto)

God’s in his Heaven. All’s right with the world.

Andrea (sdl)

Di Andrea Grassi

Scrittore, programmatore di siti web. Appassionato da sempre di ogni forma di scrittura (copywriting, marketing, romanzi). Vivo a Montevarchi e non me ne pento.

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