Keep holding on

Siamo tutti adolescenti. Questa è la verità. Quando cresciamo, quando le nostre dita si allungano, la nostra voce cambia, rimaniamo comunque degli infanti.
Ci diamo un contegno per adattarci agli ambienti di lavoro, nascondiamo una forte risata dietro un sorriso contenuto.
Nell’istante in cui il tempo passa cerchiamo solo di passare oltre invece che raccoglierlo a braccia aperte. Timorosi degli eventi ci lasciamo trascinare, ed in fondo alla strada, di fronte al semaforo, pioggia che cade forte sul tetto della macchina, il grigiore intorno dilaniato soltanto da una forte luce rossa, neanche lì capiamo che sta andando tutto storto.
Rimettiamo la marcia, partiamo sottotono e la nostra macchina fa fatica a partire e quando l’odore della pioggia uccide gli altri ci fermiamo per assaporare quell’odore di guerra tra il cielo e la terra. Fermi con il cielo che rischiara, il sole che tenta di dire la sua da dietro le nuvole, e forse il nostro temporale è passato, forse non passerà mai.
Forse ogni diluvio ci serve per imparare a ricordare l’odore bagnato della pioggia, la brezza del vento che sale e ci porta al naso ogni tipo di fragranza che non sentiremo mai più uguale.

Ed infine il silenzio, la pace. Il cinguettio lontano di qualche uccello, il rumore delle piccole risacche di pioggia sulle foglie che cadono a terra, si schiantano in un paracadutismo senza goffaggine fino al suolo di cemento, si frantumano in mille gocce per poi unirsi tra loro in una minuscola pozzanghera. Noi ancora lì, riflessi in uno specchio d’acqua, il cielo sempre più blu, i lampi lontani, e l’odore che ancora ci pervade l’intero olfatto.
Una macchina passa vicino, la nostra è ferma, quattro frecce per fermasi possono bastare alle volte, ma non sempre abbiamo un pulsante rosso che ci salva e dice che stiamo facendo qualcosa che non dovremmo. Fate attenzione. Basterebbe un qualcosa del genere per semplificare la vita di molti. Ma non è così semplice. Tutto quello che ci è concesso fare è di prendere un attimo il respiro, goderci questo cielo, ricordarci che il temporale è passato e che dobbiamo andare avanti.

Non abbiamo ancora imparato a capire quando tutto va a farsi benedire. Non lo capiremo mai probabilmente. Negli istanti di vero pericolo rimaniamo immobili, e ci facciamo travolgere. Eppure abbiamo sempre una luce da qualche parte, un rischiararsi dell’anima.
E ci ricorda solo che dobbiamo resistere, aspettare che passi l’uragano. In alcuni casi passerà per il mondo, ma non per noi, in altri avremo qualcosa da raccontare con malinconia. Ma per tutti alla fine andremo, di nuovo, avanti.

Andrea (sdl)

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