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Quanto Stai Pagando La Tua Distrazione?

Day 47: Light Paintingimmagine appartenente al rispettivo autore (-Snugg-, su Flickr)

Quanto vale il tuo tempo?
Quello con cui cucini, con cui prepari la colazione per andare al lavoro, quello con cui non ascolti, rispondi meccanicamente, lasci passare, ignori, perdi occasioni.

Pensi che valga poco?
Che sia tempo perso?
La verità è che adesso paghi un prezzo enorme e non lo sai.

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La strada per la nostra età

STORIE IN TERRA BATTUTA - ovvero - se in fabbrica hai un campo da calcio, ma i diritti te li puoi scordare #1
immagine appartenente al rispettivo autore (RICCIO, su Flickr)

Diventi vecchio e ti accorgi di aver perso qualcosa che pensavi ti sarebbe appartenuta sempre.
E non è l’amore a preoccuparti, ma qualcosa di te, che con il tempo si è corrosa, dissolta nel nulla.
Guardi le foto e vedi una linea temporale attraverso i tuoi volti, le tue rughe.
Una linea che potrebbe raccontare tutto di te, almeno ad impressioni, ma che in verità mostra solo dove sono avvenuti i terremoti, dove il tempo ha lasciato il segno.
I tuoi capelli bianchi di paura o di tristezza nessuno li conosce. Per gli altri sono solo l’età che avanza, per te una storia da raccontare.

Ma è così che alla fine guardi le foto e vedi qualcosa di diverso, di mutato, di alterato. E non riconosci chi c’è nello specchio.
Per chi sei cambiato? Per cosa sei cambiato?
Tutti i valori che erano giusti ora sono diversi.
La giustizia per noi è un mutaforma di cui non abbiamo immagini di repertorio.
Guardi e pensi che c’è chi riesce a rimanere “uguale” nelle foto e magari è solo più bravo di te a mentire.
Dopotutto mentire fa parte della nostra natura. Ci dobbiamo proteggere. I segreti servono a proteggerci dagli altri, perché, ammettiamolo: Non siamo fatti di acciaio.

Ed ora che la tua foto è diversa ti accorgi che non è che sei diventato più vecchio.
Hai perso un po’ di luce. Luce che prima potevi avere. Luce negli occhi. E ti domandi se tutta questa emancipazione non sia stata un qualcosa di troppo costoso, se il pegno da pagare fosse stato troppo alto.
Magari è troppo tardi dici, e forse questa è un’altra di quelle volte che ricorderai come “Avrei potuto fare qualcosa” e invece metti solo altra acqua a bollire, per modellarti un altro pò.
Tra dieci anni sarai ancora diverso, e di te, della persona che ricordavi, non rimarrà probabilmente niente.

Ci sarà stato un periodo dove eri d’ispirazione per molte persone. Dove la tua forza era un carburante inesauribile per chi ti era vicino. E adesso vai a singhiozzo, come un diesel dalla mescola sbagliata.
C’è stato un tempo dove potevi correre col sorriso, dove guardavi l’erba e te ne stupivi, dove tutto quello che avevi intorno non aveva nome.
Poi, con i nomi, hai perso qualcosa, quella magia dell’ignoto, ed ora nella tua vita tutto deve avere un nome, una connotazione, un cassetto nel tuo armadio dove deve finire.
Perchè siamo avidi di questo sapere.
E ci modelliamo su questo e su tutto quanto ci circonda, pensando che modellare il nostro modo di essere sia l’unico metodo per riottenere ciò che avevamo.

Peccato che allora eravamo diversi. Ed era per quello che potevamo permettercelo.
Siamo migliori? Lo sapremo tra dieci anni.
Però nel mentre possiamo domandarci dove stiamo andando. Disegnare una retta, non certo scritta nella pietra, di ciò che per noi è importante. E non illuderci di poterci cambiare così.
Per ognuna di queste scelte avremo da pagare un pegno a noi stessi.
Se ci andrà bene sarà solo un altro capello bianco, altrimenti sarà qualcosa di più.

Andrea (sdl)