Trasformazioni

26 lug

On Tuesdaisy, he ate through two pears. Which were rotting and fuzzy and caused some hallucinations.
immagine appartenente al rispettivo autore

Era solo un sogno? Un timido passaggio di note che nessuno avrebbe poi ricordato? Cos’era se non questo?
Alcuni rapporti si reggono su bisogni, su doppi giochi, false bugie, secondi fini. Non c’è mai un primo in queste cose, solo la rabbia e l’amarezza della sabbia che viene portata via e che segue già qualcos’altro.
Quello che rimane è un deserto piatto senza dune, e ti viene da domandarti se tutto questo sia giusto. Se sia giusto avere rapporti basati su castelli di carte che con un soffio di sincerità cadono a terra, si comprimono sotto il loro insensibile peso per poi accasciarsi senza far rumore.

Volto abbassato, non vogliamo farci scoprire. Ci crediamo migliori, ma è solo la consolazione dei perdenti. In questi rapporti falsi viene spontaneo chiedersi: Era tutto per questo?
Si passa una vita intera ad instaurare rapporti sinceri, ma ci sono sempre i momenti dove qualcosa che per te era speciale tutto d’un tratto si sporca.
L’altra faccia della medaglia è che magari era speciale anche per l’altra persona, ma in modi e fattezze differenti tra loro. E così il rapporto scompare. Diventa etereo, inesistente.

O forse la conclusione è che tutti i rapporti si reggono su dei contrabbandi nascosti. Che tutto è un gioco d’azzardo in cui noi scommettiamo a discapito di qualcosa e qualcuno. E che nascondiamo la nostra partita tutto il tempo.
Qualunque siano le carte, viene da domandarsi come giocarle. Ma alla fine è questa la giocata che vorremmo fare?
Solamente sabbia, che insegue il vento per cercare una direzione, un’altra direzione dove fuggire via, magari affogando nell’acqua dell’oceano. Oppure poggiandosi su altri fratelli e sorelle come loro.

Cerchiamo conforto nel mondo. Perchè di conforto abbiamo bisogno. E nel castello che cade, nella costruzione che pian piano si oscura, cerchiamo l’appiglio, l’ultima speranza che ci faccia dire che tutto non è stato vano. L’ultima luce, quella in fondo al tunnel quando ancora c’è uno spiraglio, un barlume di luminescenza.
Poi tutto si spegne. Le carte si coprono gli occhi, i misteri vengono scoperti. Rimangono le amarezze dei rapporti rotti, cambiati, trasformati.
E le domande.
Ma a quelle nessuno risponde mai, perchè l’ignoto, in questo caso, è un bene.

Andrea (sdl)

Indizi – Racconto 7 – Nessuno

5 lug

sleep ... tube ... work ... tube ... sleep ... tube ... work ...
immagine appartenente al rispettivo autore

Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog.
Il commentatore che ha ispirato il racconto è hysteria, con le parole: “Fenice, metropolitana, lego”

Nessuno

Un giorno come molti altri nella grande città. La pioggia cade, precipita giù senza alcun segno di temere la caduta. Si paracaduta e BUM.
Schianto a terra per poi sciogliere residui di marcio presenti ai bordi delle strade, colorarsi di un marrone sporco e scivolare via, ai lati metallici di una fognatura qualunque.
Qui le cose non hanno un nome, c’è della gente che sta camminando sull’altro lato della strada. Ci sono due tizi che litigano all’incrocio di fronte al semaforo. Ci sono alcune macchine ferme in attesa che quei due “Fottuti cretini”, a detta del tassista.
Ma niente ferma la pioggia che ancora scende e rimbalza su una pozzanghera a sua volta frantumata da una scarpa con un’intelaiatura in plastica che la metà basterebbe. I rimbalzi di gocce figlie, nate da quel sesso precoce, si disperdono nell’aria per poi scomparire anch’esse a terra, o sul fondo dei pantaloni di un qualsiasi altro passante.
Non ci sono nomi degni di nota in questa città.
Neanche il mio. Continua a leggere ->

Cambiamenti

27 giu

Cambiare alle volte è inevitabile. Serve a noi per portare avanti ciò che siamo, e per non dimenticare ciò che siamo stati.
Era da tanto che volevo rinnovare questo blog, spostarlo su un sistema più flessibile e veloce per gestirlo e ieri ho fatto il grande passo. Per i pochi visitatori che assiduamente lo seguono sarà cambiato poco, ma per me invece questo è un grande passo avanti.

Per chi avesse messo il link di questo blog a giro vi ricordo che la stessa url è cambiata in www.spiritidiluce.it
Cambiano i nomi, ma non chi c’è dietro però.

Andrea (sdl)

Indizi – Racconto 6 – Keep the faith

15 giu


Dark Church
immagine appartenente al rispettivo autore

Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog.
Il commentatore che ha ispirato il racconto è Andrea, con le parole: “Strada, Alberi, Autunno”

Keep the faith

“Cos’è la fede, se non camminare nel buio pesto con la certezza che stiamo andando nella direzione giusta? Cos’è, se non una strada invisibile che noi riusciamo a percorrere senza le indicazioni di nessuno?”
Il padre si rivolge alla chiesa, con gli occhi riesce a contare una decina di fedeli. Pochi, considerando che è domenica e che almeno fino alla settimana scorsa, pareva esserci interesse nei confronti di questo ignoto Dio.
“Io mi rivolgo a voi, pecorelle smarrite. A voi che ogni mattina vi alzate e vi chiedete perché siete qui. Qual’è il motivo che vi porta ogni giorno a volervi alzare, a voler vivere questi momenti splendidi con i vostri cari, ad affrontare tutte le difficoltà della giornata.
Voi ora siete qui per una ragione che probabilmente non verrà a voi rivelata subito, in maniera fulminea, ma vi apparirà chiara con il passare del tempo. Perché ogni persona ha uno scopo, un fine ultimo, e non ne verrete a conoscenza tramite una esperienza mistica, ma con la vita di tutti i giorni.
Bevendo un caffè, aiutando un passante, facendo una scelta diversa. Continua a leggere ->

Indizi – Racconto 5 – Skyline

3 mag

blue moon over manhattan
immagine appartenente al rispettivo autore

Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog.
Il commentatore che ha ispirato il racconto è Ortica, con le parole: “primavera, ritorno, 2010″

SkyLine


Corridoio Est, Stanza C

Albert prese il pedone e lo posiziona di fronte al precedente. La lunga processione si contorceva in un semicerchio che tentava di andare a toccare, raggiungere, o forse semplicemente deviare, il corso di una struttura più articolata sempre composta da pedoni.
Quella che stava prendendo vita di fronte a lui era una semplice partita di Dominus, versione rivisitata e corretta del domino, costruita in modo tale da permettere uno scontro tra due giocatori.
L’idea di fondo era quella di contare le pedine cadute, e sfruttare la propria processione per interrompere quella dell’altro senza però bloccare la propria. Tempo massimo per la mossa: dieci secondi. Mentre il tempo del gioco poteva essere deciso di comune accordo tra i giocatori. Il minimo era ovviamente dieci minuti.
Nient’altro. Nessun’altra regola se non il fatto che i pedoni dovevano essere consecutivi, fatta eccezione per i pedoni che “attraversavano” la processione avversaria. Tutto qua. Niente di eccezionale in effetti, ma quello era l’unico gioco che avevano a disposizione, e passare il tempo non era così semplice.
“Sta a te muovere, vediamo se stavolta sai fare di meglio”
“Ehi, Silvester, stai calmo ok? Non mettermi fretta. Ho sempre odiato i giochi psicologici di voi studiosi del cavolo”
“Uno nasce tra le chiavi inglesi e guarda come diventa” Silvester rise. Il suo volto barbuto, i suoi capelli brizzolati, erano la cornice di uno scontro verbale che desiderava ardentemente. Anche solo per ingannare l’attesa. Continua a leggere ->

Indizi – Racconto 4 – Tic

24 apr

Cherry Blossom
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Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog.
Il commentatore che ha ispirato il racconto è Ilaria, con le parole: “Giapponese, Microfono, Vocabolario”

Tic

Bernando Umiretti non si poteva descrivere facilmente. Già il suo nome era qualcosa di originale, allo stesso tempo unico ma non memorizzabile. Non era raro vedere gente che fermava Bernardo e gli diceva “Ehi ciao” per poi cadere in un silenzio plateale, quasi imbarazzante.
Il momento della verità, dal suo punto di vista, era sempre e solo quando pronunciavano il suo nome. Se ci riuscivano, beh, allora sicuramente avevano un forte legame affettivo o un grande interesse.
Riuscire a definirsi una strada da quel punto in poi fu piuttosto naturale per lui. Nonostante la difficile adolescenza che formò il suo carattere in maniera bizzarra, quasi isterica si potrebbe dire, a venticinque anni sapeva distinguere con perfezione e senza problemi le persone che erano interessate a lui, quelle che gli volevano bene, quelle che volevano qualcosa da lui e quelle che lo ignoravano.
Qualcuno potrebbe argomentare: Sai che roba.
Ma in fondo la capacità, sicura e con altissime percentuali, di distinguere tutto ciò era tutt’altro che scontata. Anzi. Bernardo riusciva a fregare chiunque. Continua a leggere ->

Indizi – Racconto 3 – L’enigma

15 apr

sigurd lewerentz, florist, 1969
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Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog.
Il commentatore che ha ispirato il racconto è Hugh Hefner (soprannome.), con la frase: “Devo cercare di dividere il sogno dalla realtà altrimenti non risolverò l’enigma…”

L’enigma

Buio. Nero fottuto buio. Di nuovo.
Buio. Fottuto. L’avevo detto? Maledetto. Di sicuro maledetto.
Questo è quello che sto vedendo, nient’altro. 360° di buio 100%. Qualità svizzera.
Dove cazzo è finita la luce? Tasto intorno, sento qualcosa di morbido. Coperte? Non dovrebbero essercene. A meno che… No. Non può essere. La mia mano è lì, sul muro ruvido, ne sento tutte le piccole frammentature, ed ecco finalmente quello che voglio: L’interruttore.
Che fatica però, lo premo. La luce è forte. Troppo. Da quanto sono nel buio? Giorni? Ore?
“Giulia? Ci sei? GIULIA? DOVE CAZZO SEI GIULIA? TI HO DETTO CHE NON TE NE DEVI MAI ANDARE. LO CAPISCI O NO? LO RIESCI A CAPIRE QUESTO?”
Giulia non risponde. Vai a capire dove è andata a finire quella puttana. Sarà a scoparsi il primo che capita nel solito bar pieno di merda. Ecco cosa succede ad essere me. Cammini nella merda, ma non ci finisci mai. Bel modo di vivere.
“GIULIA? SE MI SENTI MUOVI QUEL TUO CULONE, CAPITO?”
Trentanove.
Che diavolo mi viene in mente? Un numero? Trentanove.
Deve significare qualcosa.
Solo ora mi rendo conto della stanza. C’è qualcosa di anomalo. La prima cosa è che: dovrei davvero essere qui io? La seconda è che la finestra è una finestra di legno, di quelle che si aprono e cigolano. Legno colorato verde. Adesso è chiusa, e visto il resto o è murata, o è notte. Continua a leggere ->

Indizi – Racconto 2 – Where is Jonny

8 apr

I Shall Walk Alone
immagine appartenente al rispettivo autore

Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog.
Il commentatore che ha ispirato il racconto è anonimo, con le parole: “cadavere, squisito, bruma”


Where is Jonny

“Quarantasette?”
“Si, quarantasette. Che ha di tanto strano?”
“Nulla, solo che me ne sarei aspettate un pò meno. Non avrà esagerato?”
“E’ quello che ho pensato anche io, ma a dirla tutta non saprei. Dipende che intenzioni aveva. “
“Oddio, non hai tutti i torti. Ci possono essere tante casistiche che non stiamo considerando. Però quarantasette coltellate sono davvero troppe.”
“Già. Avrà avuto qualcosa dentro di enorme”
“Enorme? Guarda, il massimo che conoscevo io era quindici. Siamo al triplo. Mi capisci? Il triplo!”
“Non posso che darti ragione. Però, diavolo. Dove è finita?”
“Sarà andata a casa”
“Dovremmo trovarla”
“Già. Non si può fare così.”
“Quarantasette coltellate. Ancora non riesco a crederci. Questa deve farsi curare da uno bravo.”

Indizi – Racconto 1 – Il temporale

1 apr

Highway to hell
immagine appartenente al rispettivo autore

Questo racconto fa parte di una serie di racconti ispirati da “indizi” dettati dai commentatori del blog.
Il commentatore che ha ispirato il racconto è Eva (Le Cirque de la mode), con la frase: “Quando ho capito cosa desideravo veramente, ho cominciato ad avere paura. Avrei potuto restare senza niente.”


Il temporale

La mano di Eva poggia nell’incavo della cornice di legno che componeva la vecchia finestra del rudere. Legno pieno di schegge che potevano conficcarsi nella sua mano, così perfetta, da un momento ad un altro.
Il vetro appena appannato dal suo respiro incerto, lei guarda fuori, la radura, i campi, la distesa che fin da piccola l’ha accompagnata.
Una luce assente. Ecco quello che lei vede. Il temporale è vicino, fin troppo. Non ci sono schiarite, non ci sono ponti sotto i quali ripararsi, solo un tetto, e speriamo che basti.
“Non ci salveremo da quello, dovresti saperlo.” dice.
E lo dice non come un desidero, non come una condanna. Non lo dice neanche come un condannato a morte che ha perso le speranze.
E’ un sussurro, docile, gentile, soffice.
A Darren parte un brivido che gli fa rizzare per intero tutti i peli del corpo. Un misto incomprensibile di eccitazione e paura.
“Non è quello il nostro problema. Lo sai bene.” Continua a leggere ->

Mi sfido

28 mar

Dicono che uno scrittore, se è bravo, sappia (o debba saper scrivere) quasi a comando. Anche se poi ovviamente quello che scriverà sarà meno vissuto di quello fatto grazie alla famigerata musa che ogni tanto ti prende e ti fa vedere nuovi mondi.
Perciò, oggi, mi sento di sfidarmi, per migliorarmi.

Dato che, finora, ho sempre scritto soltanto per la mia musa (che è un pò altalenante se devo proprio dirlo), vorrei sfidare la mia povera capacità di scrittura per migliorarmi. Come? Scrivendo dei racconti brevi basati su degli indizi. E questi indizi dovranno arrivare da voi, ovvero i lettori.
Eccovi quindi le regole:
  1. Ogni persona può dare un solo indizio.
  2. Un indizio può essere o un insieme di parole (massimo 3), o una frase (massimo 140 caratteri, spazi inclusi)
  3. Non vi sono “limiti”. le parole possono essere scollegate, collegate, etc. e la frase può essere una citazione o una frase vostra. E’ ovvio che più il tutto è interessante, più sarò interessato ad usarlo
  4. I racconti che scriverò saranno pubblici e verranno pubblicati su questo blog, citando ovviamente la fonte di “ispirazione” se necessario

Da questi indizi io trarrò spunto per scrivere dei racconti che dovranno parlare/citare le parole dell’indizio o usare/”essere ispirati da” la frase detta.

Giusto per darvi un’idea eccovi due possibili indizi
  • Indizio di parole: Rugiada,sabbia,odio
  • Indizio di frase: Nel mondo non esiste il bene o il male. Ma solo qualcuno che ha fede e qualcuno che non cel’ha.
Andrea (sdl)


Di seguito i racconti scritti 
Il temporale
Where is jonny
L’enigma
Tic