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La direzione

Galatina - Lecce / Salento / Italy
immagine appartenente al rispettivo autore (Paolo Margari, su Flickr)

Soundtrack: Ludovico Einaudi – La nascita delle cose segrete

Penso ci sia una direzione dove andare, un luogo dove soffermarsi per guardare ciò che siamo, ciò che stiamo diventando.
E non è scontato sapere dove sia, non è chiaro in ogni momento della tua vita.
Non è una percezione evidente, precisa, matematica.
E’ una sensazione. Qualcosa che ti dice che sta andando tutto dove doveva andare.
Un’impressione, un feeling, un mood, che ti danno la confidenza per andare ancora oltre.

La direzione, quella che vorresti davvero intraprendere, è una strada nella nebbia.
Non sai da dove arrivi, non sai dove arriverai.
E’ un concetto astratto, un quadro senza linee definite.
Questo è, non devi chiedere a lei qualcosa di più. Non devi cercare di darle un nome, una forma, un’identità perchè tenterà sempre di fuggire.

Sarà sorprendente sentire il calore della “cosa giusta”. Sentire la sincronia degli ingranaggi che si muovono a tempo, ascoltare con precisione la melodia degli strumenti accordati perfettamente.
E non dovrai farti prendere dall’emozione, perchè tutto sarà impreciso.
Lo stesso entusiasmo rischierà di franare se non avrai l’accortezza di capire che non c’è niente di definito. Non sei su un paio di rotaie sicure, ma sopra un ponte pericolante.
Sai solo che stai andando bene.
Sai solo che tutto quello che hai fatto si sta mettendo apposto.
Insomma, non hai perso la tua capacità di distruggere tutto, ma almeno per ora l’hai accantonata.

Siamo uomini.
Sbagliamo. Come tutti.
Ma questo non deve trattenerci dal provare. In ogni errore ci può essere un qualcosa che possiamo imparare. Ed in ogni cosa giusta ci deve essere qualcosa che dovremmo acquisire.
E quindi avanti, andate.
Non abbiate paura di camminare, chiudete gli occhi. La luce, come la vista, è solo il nostro umano bisogno di una direzione, ma noi siamo capaci di molto, molto, di più.

Andrea (sdl)

Tutto questo tradire, tutti questi addii

Hit by the bandwagon!
immagine appartenente al rispettivo autore (Alex Dram su Flickr)

Il tradimento è una macchia che non va proprio via. E’ un dubbio che s’insinua nel cuore.
Potrai scegliere quando, forse.
Potrai smettere, forse.
Ma essere infedeli non è qualcosa con cui si nasce, è qualcosa che capita a metà strada. E’ trovarsi in una via, persi, senza avere più una direzione dove guardare.
E’ immaginare un futuro diverso, senza però nessuno accanto nella tua macchina, senza nessuna mano a stringerti l’anima.
Tradire non è qualcosa che si diventa. Non “siamo” traditori nè lo diventiamo. E’ un evento, come tanti altri.
Nasci, vivi, tradisci, vivi ancora, a volte perdi il senso ma ci provi ancora.
E’ nebbia confusa, è un’immagine distorta nella tv, è il messaggio subliminale che passa tra i frame digitali di un cartone, un’immagine invisibile ma corrotta, incoerente con tutto ciò che di te c’era prima.

E’ una parte di te che non volevi esistesse.

Dall’altro lato della barricata potrai trovare chiunque.
Chi ti amerà. Chi preferirà dirti di no, che è meglio così, che la tua vita non la devi gettare al vento, che tutto ciò che hai costruito vale tutto quello che hai sacrificato ed io non varrei quanto tutto ciò.
Ed anche se qualcuno tenterà di fermarti, finchè il cerchio non sarà chiuso nulla cambierà.

Il tradimento è un circolo che va prima o poi a terminare. Ma finchè non raggiunge il suo apice, o il suo punto più fondo, non si può dire di essersene liberati.
Tradirai, eccome se lo farai. Anche dopo lo stordimento di un no, quel seme di follia sarà lì ad attenderti.
E non importerà il suo nome, il suo colore, il calore che emanerà il suo corpo.
Non avrà senso la sua voce, o importanza le sue idee.
Non sarà originale la sua genialità, non sarà particolare il suo modo di camminare.
Sarà solo una macchia, su un foglio bianco. Forse non l’unica, forse la prima.
E come guardando un test di Rorschach ti domanderai: Cosa vedo?

Andrea (sdl)