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In nessun luogo, in nessun dove

les choses, les plus simples (the simple things we said)

immagine di proprietà del rispettivo autore ( Ferran )

E dov’è che sarai, quando la notte si sarà spenta e l’alba tratteggerà un pensiero d’inizio sulla tua giornata?
Dove ti sveglierai ed in quali coperte ti perderai a domandarti se questa, o quell’altra, sono la cosa giusta da fare.
Quale sarà il muro che guarderai quando tutto sarà perduto ed un muro sarà la tua ultima salvezza contro la quale scaraventare tutte le tue intenzioni.

Quale sarà la tua speranza? Si, quella per il futuro. Quando aprirai gli occhi e la notte sarà passata, cosa vorrai sperare? Di restare lì? Di fuggire?
Di capire quale è il tuo posto?
Capita, spesso.
Capita spesso di non sapere quale sia il nostro posto, il nostro scopo, il nostro essere.
Capita spesso di svegliarsi con le coperte meno aggrovigliate dei nostri pensieri.
Capita ma non gli diamo peso.
Il peso lo si vive durante la giornata, come un mondo intero da sostenere sulle nostre spalle.
O meglio ancora nascondiamoci.
Come polvere sotto un letto.
Nascondiamoci tra altre coperte, tra altri pensieri, tra altre speranze che tanto lo so di essere migliore.
Tutti lo sappiamo di essere migliori di qualcuno.
Ma quello non cambia la forma, non cambia la sostanza.
E quindi?

E quindi svegliati. All’alba di un nuovo giorno, e la notte e le sue domande lasciale lì, a riflettere e pensare da sole che un domani c’è sempre ed in quel domani ci sei prima di tutto tu. Con i tuoi problemi.
Quelli non se ne andranno, come non te ne andrai tu dal mondo.
Sono parte di te e con te vivono.
Dov’è che sarai, quando l’alba sarà ormai incandescente ed il caldo ti brucierà i pensieri?
Nella monotonia di un’ufficio? A rispondere domande? A dormire?

Dov’è che sarai quando il sole finalmente scomparirà, timido, tra qualche orizzonte?
Dov’è che vorrai rifugiarti per la notte? Per avere meno paura, che qui è una giungla e nessuno in fondo è al sicuro
Dov’è che cercherai riparo. Tra quali pensieri, quali braccia, quali mura?

Non esiste un luogo sicuro al mondo, neanche la nostra mente, ma nel frattempo possiamo cercare dei luoghi comodi, che semplicemente ci facciano stare bene.
Perchè ci sono tante deboli conquiste nel mondo. Di persone che in un qualche modo vogliono solo provarci di nuovo e non arrendersi.
E per ognuna di queste conquiste ci sono state milioni di domande, ognuna delle quali era un piccolo incubo che nella notte assaliva la persona. Ed una voce che nella testa provava a farli desistere.
Ma alla fine cel’hanno fatta. Hanno ascoltato se stessi e le loro risposte. Hanno pensato alle domande e le hanno lasciate correre.
Il tempo è ciò che rimane quando tutto il resto è già passato.
E per loro è stato così. E’ rimasto il tempo.

Andrea (sdl)