Songs in words (Bon Jovi)

Ehi fà quel che ti pare.
Inizia a prepararti.
Carica la tua ira o il tuo ego.
E poi giù. Giu nel cielo.
Nell’infinità del cielo.
Lascia che ogni tua cellula rimbalzi nel vento. Lasciati cadere.
Vola via.
Nel silenzio dell’orizzonte, dove ogni parte è filo, dove non ci sono montagne a fermarti, ma solo una distesa d’aria.

Guardati prima.
Ricordati com’eri, perchè lo dimenticherai in quei quattro chilometri che ti separano dalla terra.
Preparati a saltare, immagina la tua vita di prima.
E vola. Vola senz’ali.
Caduta libera del destino e nient’altro. Cosa ti rimane? niente. Niente.
Ma avrai tutto, dopo.
Dopo che il volo sarà finito, dopo che la droga sarà terminata.

Quando ogni molecola si sarà fatta sentire. Quando le correnti del mare del cielo ti porteranno via. Quando il tuo cuore sarà in subbuglio, quando farai quel fatidico salto. La tua ultima e prima scelta. Buttati. Non ne avrai altre. Sono solo quattro chilometri della tua vita. Farli a piedi od in volo, cosa ti cambia?

La tua vita è questa. La tua vita sarà un’altra poi. La tua vita era qualcos’altro.
Ma se salti, se ti butti oltre questa paura, oltre queste onde, allora si che potrai dire una cosa : Questa vita l’hai scelta te ed essa ti appartiene. It’s your life.

(dedicata a Beppe, che se la merita tutta.)

[Bon Jovi – It’s my life]

This ain’t a song for the broken-hearted
A silent prayer for the faith-departed
I ain’t gonna be just a face in the crowd
You’re gonna hear my voice
When I shout it out loud

It’s my life
It’s now or never
I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just wanna live while I’m alive
It’s my life

This is for the ones who stood their ground
For Tommy and Gina who never backed down
Tomorrow’s getting harder make no mistake
Luck ain’t even lucky
Got to make your own breaks

It’s my life
And it’s now or never
I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just want to live while I’m alive
‘Cause it’s my life

Better stand tall when they’re calling you out
Don’t bend, don’t break, baby, don’t back down

It’s my life
And it’s now or never
‘Cause I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just want to live while I’m alive

It’s my life
And it’s now or never
‘Cause I ain’t gonna live forever
I just want to live while I’m alive
(It’s my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just want to live while I’m alive
‘Cause it’s my life!


Andrea (sdl)

Songs in words (Guccini)

Finisce che le cose le trovi dove non te le saresti aspettate. Finisce davvero così a volte. Le porte ti scorrono davanti e tu rimani lì imbambolato a guardare senza niente da dire.
C’erano tante cose prima di cui parlare. I film, la musica, il tempo, la strada, il traffico, la radio, i panini, la cioccolata, l’amore. Ma poi era tutto scomparso. La Sprite che tenevi in mano era ghiaccia e quello era l’unico appiglio a questa realtà che ti veniva concessa. Sentivi il freddo della lattina verde salirti su tutto il braccio. E poi nient’altro.
Come un cretino bloccato appena dopo l’ingresso sei lì. Fermo. Ancora. Quanto tempo è passato non lo sai nè ti sei messo a contarlo.
I panini sono lì. Lei è lì. Come lì sono i clienti del bar. Ma quei suoi capelli o gli occhi azzurri ti han gelato l’anima sull’istante. Azoto puro per il cuore.
Guardi le tendine che oscurano un tramonto, senti le porte che si chiudono oltre le tue spalle. La vedi muoversi, danzare su questa terra come una dea.
Ma alla fine ti rendi conto che non è una Dea, che sei in un autogrill e non in un ristorante. Ti accorgi che fuori c’è solo il gasolio a dar il via. La tua macchina spenta ti aspetta. Lei è lì. Lì probabilmente rimarrà.
Tu ora hai il tuo viaggio. lei il suo.
E via….


[Francesco Guccini – Autogrill]

La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up,
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità,
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill,
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR…

Bella, d’ una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’ aria,
quasi triste, come i fiori e l’ erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere
che tracciavo con un dito dentro ai cerchi del bicchiere…

Basso il sole all’ orizzonte colorava la vetrina
e stampava lampi e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchiò alla soda-fountain quel suo viso da bambina
ed io…. sentivo un’ infelicità vicina…

Vergognandomi, ma solo un poco appena, misi un disco nel juke-box
per sentirmi quasi in una scena di un film vecchio della Fox,
ma per non gettarle in faccia qualche inutile cliché
picchiettavo un indù in latta di una scatola di té…

Ma nel gioco avrei dovuto dirle: “Senti, senti io ti vorrei parlare…”,
poi prendendo la sua mano sopra al banco: “Non so come cominciare:
non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via.”

Terminò in un cigolio il mio disco d’ atmosfera,
si sentì uno sgocciolio in quell’ aria al neon e pesa,
sovrastò l’ acciottolio quella mia frase sospesa,
“ed io… “, ma poi arrivò una coppia di sorpresa…

E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d’ ogni cosa,
cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa,
mi chiamò la strada bianca, “Quant’è?” chiesi, e la pagai,
le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai…

Andrea (sdl)

Songs in words (Vecchioni)

Cosa ti aspetti che dica? Che sarò soltanto tuo? in questa miriade di persone che guardano senza vedere, pensi che ci sia davvero qualcosa di più in me?

Un barlume di speranza? La giovane ingenuità?
Cosa ti aspetti da me? Un ricordo? Un bel ricordo? Una dichiarazione, forse. O forse no.
Vuoi che faccia tutto quello che desideri? Come un cagnolino obbedisce alla padrona, come i leccapiedi, o più volgarmente i leccaculo di questo mondo?
Perchè? questo tuo maledettissimo amore va conquistato così?
Oppure è ancora qualcos’altro? E cosa allora? Un mazzo di fiori? La tua serata galante, una bella notte di sesso?

O vedere le luci dell’alba stingersi sulle pareti, come pennellate di un saggio pittore. O perdersi nei tuoi occhi, senza avere parole da dire, in uno di quei silenzi che il mondo ha tramandato da così tanti anni. O ancora scivolare sul tuo corpo e scoprirlo tra l’eccitazione e la paura.

Oppure niente. Oppure tutto, fino a crocifiggermi, ad immedesimarmi nel giullare di corte. Fino a che il cielo sarà lontano, così lontano da sembrare una stella, e tu sarai lì, padrona incerta del mio destino, anche tu senza parole, anche tu con questi pesi sull’anima, e sarà unica la danza che ci porterà al cielo, unico il bacio che ci daremo, unico lo sguardo che volgeremo all’altro,
prima di chiudere gli occhi e amarci.


[Roberto Vecchioni – Ritratto di una signora in raso rosa]

Non scalerò montagne per te
e non attraverserò deserti:
e ci sono anche poche possibilità
che varchi gli oceani a nuoto, solo per vederti…
non t’illuminerò una piazza,
non scriverò il tuo nome nel cielo,
non ti andrò a prendere nessuna stella…
non combatterò per te né draghi,
né mulini a vento, né demoni dell’inferno…
no, per te non farò niente di tutto questo…

Per te mi venderò,
per te farò il buffone,
mi darò sempre torto
anche quando avrò ragione,
appenderò il violino
a una stella che tu sai,
perché soltanto tu,
soltanto tu lo suonerai;
sarò la tua signora
vestita in raso rosa,
antica come un quadro,
bella, altera, un po’ sdegnosa,
il passero che a sera
danza sui ginocchi tuoi,
sarò l’eroe dei sogni
che nessuno ha fatto mai.

Perché mi batterò per te
con un esercito di idraulici
condomini, dentisti, rompipalle, bottegai,
mi coprirò delle ferite della noia,
quelle che nessuno vede
e non sanguinano mai,
per te… per te…
per te… per te…
per te… per te…
per te… per te…
Per te io mentirò
giurando su mia madre,
e laverò anche i vetri
agli incroci delle strade;
mi toglierò le ali
affittate a un baraccone,
perché volar da soli
è solamente un’illusione.

Non mi confonderò mai più
con questa compagnia di geni
sempre soli,
sempre con il «coso» in mano
a dirsi «quanto siamo bravi,
Dio, ma come siamo bravi…»
e che da piccoli era meglio
che giocassero al meccano:
è più difficile spostare l’esistenza
un po’ più giù del cielo
e diventare un uomo, per te.

Andrea (sdl)

Songs in words (Creed)

Si finisce col rimanere imbambolati a guardare il vuoto. Quando il tempo oramai sembra una costante della tua vita e non una variabile della tua esistenza tutto pare sempre più vuoto più “semplice”.
L’uomo era indeciso. E lo sapeva. Era indeciso su tutte quelle cose da dire e da raccontare. C’era tutta una vita alle sue spalle che avrebbe voluto dirle, di cui avrebbe voluto renderla partecipe.
Il cielo sotto il quale l’uomo viveva sembrava davvero così lontano. La sua mano, indirizzata ad esso, provava ad impugnarlo come si tenta di prendere sabbia al vento.
Lei, d’altro canto tanto, sapeva tutto. Se non altro lo intuiva. Sapeva tutte le parole che lui avrebbe voluto dirle, sapeva i posti dove lui la viveva, dove la sognava. Conosceva tutte le tenere dolcezze che le avrebbe voluto regalare.
Ma a volte la vita è dura con le persone.
L’uomo restò senza fiato. Dal dolore.
Avrebbe voluto abbracciarla, avrebbe voluto farle toccare quel cielo infinito che ora sopra di loro faceva quadri con le bianche nuvole. Ma non poteva.
Prese il suo ultimo respiro, guardò il cielo, lontano ma non così tanto adesso, si girò
e disse Addio.


[Creed – One last breath]
Please come now I think I’m falling
I’m holding to all I think is safe
It seems I found the road to nowhere
And I’m trying to escape
I yelled back when I heard thunder
But I’m down to one last breath
And with it let me say
Let me say

Hold me now
I’m six feet from the edge and I’m thinking
That maybe six feet
Ain’t so far down

I’m looking down now that it’s over
Reflecting on all of my mistakes
I thought I found the road to somewhere
Somewhere in His grace
I cried out heaven save me
But I’m down to one last breath
And with it let me say
Let me say

Hold me now
I’m six feet from the edge and I’m thinking
That maybe six feet
Ain’t so far down

Sad eyes follow me
But I still believe there’s something left for me
So please come stay with me
‘Cause I still believe there’s something left for you and me
For you and me
For you and me

Hold me now
I’m six feet from the edge and I’m thinking

Andrea (sdl)

Songs in words (Fossati)

Questa è una di quelle canzoni che non puoi esprimere in altri modi. Perchè il testo è già perfetto di suo. Aggiungere suoni o parole la ucciderebbe. Quindi ascoltatela, e sentitene il nascosto urlo

[Ivano Fossati – Sigonella]

Mi piacciono tanto gli aeroplani quando alzano il muso da terra
Non mi hanno mai fatto paura.
Solo certe ali nere di certe macchine per la guerra
Mi fanno chiudere ancora gli occhi e ancora il cuore.
Senti cosa ti scrivo amore, che non c’è profumo di melograno
E non c’è arancio che sia veramente in fiore
Che tutta l’isola è un vulcano dove non passa la paura
Come da noi cambia una stagione.
Qui passano gli aeroplani è di notte che li senti
Quando non puoi dormire.
Qui se accendessero le luci e riabbassassero le luci
Ci troverebbero tutti in piedi con gli occhi aperti qui.
Qui se si alzassero gli orizzonti e riabbassassero gli orizzonti
Ci troverebbero a pregare.
Se si alzasse la speranza che come gli aeroplani può volare
Se questa terra smettesse di tremare.
Perché trema l’aria come tremo io, tremano i vetri in camera mia
Tremano le parole della mia povera calligrafia
Se si alzasse la speranza che come tutti quanti può volare
Se questa terra smettesse di affondare.
Senti cosa ti scrivo amore, che non c’è profumo di melograno
E non c’è arancio che sia veramente in fiore.

Andrea (sdl)

Songs in words (Savatage)

Sedeva su di una panchina sgangherata, la ragazza. Osservava con intuibile stupore la carta leggermente ruvida che tratteneva tra le dita. La forma, il colore, il peso. Era una semplice lettera. Come quelle pubblicitarie.
Una busta bianca che avrebbe potuto contenere di tutto, una tassa da pagare, una denuncia, un’offesa, una pubblicità, o forse…
“forse…” pensava.
Era più una speranza che altro. Gli balenava nella testa in quei momenti, come l’ultima nave che salpa dal porto, che speri sempre che ci sia, ma poi alla fine scopri che dovrai rimandare quel viaggio.

Se qualcuno avesse potuto vederla, sarebbe rimasto abbastanza piacente del paesaggio intorno a lei, uno scorcio di acqua sul lungomare di una città. Il sole, vicino al tramonto, creava un cilindro di luce sulle increspature del mare, e lo dipingeva con colori caldi, in contrasto col cielo così perfettamente blu, senza alcuna nuvola.
Magari qualche pignolo si sarebbe lamentato della spiaggia in sassi, ma che vogliamo farci.
Ma nonostante tutto ciò, tutta quella visione, se qualcuno fosse passato da quella strada, avrebbe notato lei.
Non il mare, non il cielo, non la gente che fa il bagno, non i bambini che tiravano sassi, non i cani che correvano, non i vecchi che camminavano. Ma lei. Lei sola.

Era un pò strana in effetti. Teneva la lettera come una preziosa reliquia piratesca. Il sole le concedeva quasi un’aureola che aveva del divino, e la sua ombra si confondeva con la strada, per non farla stonare con il resto.
E lei ancora lì, con gli occhi sempre più lucidi, con quella lettera in mano, e quell’unica parola speranza desiderio nella testa

“Forse…”

[Savatage – All that I bleed (Acoustic version)]

Someone
Got themselves a letter
In the mail the other day
It’s already worn and tattered
And I guess
It gives away

All the things we keep inside
All the things that really matter
The face puts on it’s best disguise
And all is well
Until the heart
Betrays

She knows
As she reads her letter
That things were bound to stray
Winds blow
She pulls her coat tighter
And the letter flies away

With all the things she keeps inside
All the things that really matter
The face puts on it’s best disguise
And all is well
Until the heart betrays

Lord bring on the night
Wrap it all around me
Let it hold me tight
Soak up all that I bleed

Lord bring on the night
Wrap it all around me
Let it hold me tight
Soak up all that I bleed

And I’ll fly away
Yeah I’ll fly away
Yeah I’ll fly away
Watch me

Lord bring on the night
Wrap it all around me
Let it hold me tight
Soak up all that I bleed, yeah yeah

I bleed

Andrea (sdl)

Songs in words (Guccini)

“E finiamola!”

[Francesco Guccini – Addio]

Nell’anno ’99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d’altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni…

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l’umiltà…

Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d’elementari ed uno d’università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà…

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l’unica fede il cui sperare…

Nell’anno ’99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch’io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile…
mio amico…

Andrea (sdl)

Songs in words (Whitesnake)

La candela produce uno strano effetto se guardata da vicino. La fiamma disegna una goccia di calore che, se messa in controluce alle goccie che vengono gettate sulla finestra dal cielo, pare quasi irreale.
La finestra è una finestra classica. Divisa in quattro classici rettangoli. Il vetro non troppo spesso. Fine a sufficienza per non rompersi su una goccia, e spesso quanto serve perchè penetri quel rumore assordante di acqua lacrime e pianto. L’uomo la osserva indeciso. Si domanda cosa vedrebbe quella finestra se anche lei guardasse attraverso la goccia di fuoco. Cosa vedrebbe di lui adesso? Cosa sentirebbe?
Vedrebbe le lacrime cadere? Sentirebbe il cuore rallentare il suo passo, quasi a fermarsi per ammirare il paesaggio? Sentirebbe la morte di ogni stagione, vedrebbe le foglie scandire il loro colore in tenue marrone, terra morta senza più speranza?

Un’altra goccia cade. Scivola sul vetro creando un piccolo fiume. L’uomo la guarda, e dopo aver visto la somiglianza si rende conto finalmente.
Nessuno,
nessuno,
nessuno mai lo sentirà piangere, nessuno mai lo consolerà, nel mondo dove la pioggia è l’unica lacrima concessa.
Mai.

Il ticchettio risuona. Ma quel mai è il silenzio più assordante che lui potesse immaginare.

[Whitesnake – Crying in the rain Lyrics ]

A black cat moans
When he’s burning with the fever
A stray dog howls
When he’s lonely in the night
A woman goes crazy
With the thoughts of retribution
But, a man starts weeping
When he’s sick and tired of life

I keep on dreaming dreams of tomorrow
Feel I’m wasting my time
Lighting candles in the wind,
Always taking my chances
On the promise of the future
But, a heart full of sorrow
Paints a lonely tapestry

The sun is shining
But, it’s raining in my heart

No one understands the heartache,
No one feels the pain,
‘Cos no one ever sees the tears
When you’re crying in the rain,
When you’re crying in the rain,
Crying in the rain…

I can never deny
All the sweet things I have tasted
Tho’ I’ve been mistreated
I keep coming back for more,
I know where I’m going
There’s no hope of absolution
I can’t seem to separate
The good times from the bad

The sun is shining
But, it’s raining in my heart

No one understands the heartache,
No one feels the pain,
‘Cos no one ever sees the tears
When you’re crying in the rain,
When you’re crying in the rain,
When you’re crying in the rain,
When you’re crying in the rain

The sun is shining
But, it’s raining in my heart

No one understands the heartache,
No one feels the pain,
‘Cos no one ever sees the tears
When you’re crying in the rain,
When you’re crying in the rain,
When you’re crying in the rain,
When you’re crying in the rain

Crying in the rain…

Andrea (sdl)

Songs in words (Queen)

Non ci fermerete. Non adesso, non oggi.
Potete provare a fermarci.
Potete stroncarci le gambe, piegare ogni nostra speranza con violenza. Spaccare i nostri sogni. Fermare il tempo e tenerlo bloccato.
Oppure potete toglierci il respiro finchè il mondo non sarà diventato un soffocamento dolce.
E se anche riuscriete nel vostro intento. Se anche riuscirete a fermare il nostro passo, non fermerete noi.
Perchè siamo quelli che riescono ancora a contare le stelle. Noi siamo quelli che non riuscirete a dimenticare, quelli che continuano a sperare, per i quali ogni sogno è una vita, ed ogni vita un’amore.
Siamo quelle persone che riescono ancora a perdersi in una città e che non sanno mai dove andare. Siamo quelli che appartengono a tutte le città del mondo, perchè in esse noi sappiamo far morire il nostro cuore con la melanconia infinità della dolcezza.
E quindi, poveri illusi, provateci.
Provateci pure a buttarci a terra. Fateci soffrire o toglieteci la vita, se vi riesce.
Ma sappiate che qualunque cosa succeda, sia la via persa, o la strada distrutta,
il nostro spettacolo andrà avanti.


[Queen – The Show Must go on]

Empty spaces – what are we living for
Abandoned places – I guess we know the score
On and on, does anybody know what we are looking for…
Another hero, another mindless crime
Behind the curtain, in the pantomime
Hold the line, does anybody want to take it anymore
The show must go on,
The show must go on
Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on.
Whatever happens, I’ll leave it all to chance
Another heartache, another failed romance
On and on, does anybody know what we are living for?
I guess I’m learning, I must be warmer now
I’ll soon be turning, round the corner now
Outside the dawn is breaking
But inside in the dark I’m aching to be free
The show must go on
The show must go on
Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on
My soul is painted like the wings of butterflies
Fairytales of yesterday will grow but never die
I can fly – my friends
The show must go on
The show must go on
I’ll face it with a grin
I’m never giving in
On – with the show –
I’ll top the bill, I’ll overkill
I have to find the will to carry on
On with the –
On with the show –
The show must go on…

Andrea (sdl)